mercoledì 15 luglio 2009

Il tuo sorriso





Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli

e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso..

negami il pane, l'aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai,

perchè io ne morrei


(P.Neruda)


domenica 10 maggio 2009

Bonny c'è... ma ha ancora tanto da imparare! Impresa di Antonella aTrieste!

Trieste, Domenica 3 maggio 2009: sono tornato ad essere un maratoneta . Ho concluso la mia settima maratona a distanza di un anno e mezzo dalla sesta. Ho già scritto e detto molto su questo anno e mezzo, gli infortuni e le continue speranze disilluse da ricadute sistematiche della tendinite al tendine rotuleo del ginocchio destro. E già questo è un successo, l'aver concluso anche questa maratona. Aver tagliato il traguardo. Aver rimesso al collo una medaglia...


Ma cominciamo dall'inizio a descrivere un week-end podistico, per molti aspetti da ricordare. Antonella, Alessandro ed io partiamo sabato 2 maggio per Trieste e dopo un paio d'ore e mezza di viaggio in macchina siamo già in Piazza Unità d'Italia a ritirare pettorale e pacco gara. Davvero suggestivo il contesto della piazza più grande d'Europa affacciata sul mare su cui è collocato l'arrivo della maratona che ci apprestiamo a correre, ognuno con le proprie aspettative e con le proprie motivazioni. Tutti con la consapevolezza di apprestarci a vivere l'ennesima avventura podistica, su un percorso tanto difficile da intrepretare, per il clima e per l'altimetria, quanto bello dal punto di vista paesagistico...



Obiettivi cronometrici: Alessandro, dopo l'ottima prova nella mezza di Padova della domenica precedente, vuole provare a sfondare il muro delle tre ore. Antonella, a sua volta in stato di grazia, dopo aver raccolto il personale nella mezza a Padova, vuole mettere a frutto gli allenamenti da triatleta anche nella distanza più lunga per tentare di scendere sotto le 3 ore e 30. Il mio obiettivo è quello di finirla senza problemi fisici, confermare di poter tornare correre maratone, magari migliorando il tempo di 3 ore e 28' e 34" di Milano.
La mattina di domenica i primi presagi di quello che succederà in giornata si manifestano al risveglio, alle 6 di mattina... o meglio al risveglio di Antonella, perchè Alessandro e il sottoscritto non riescono a chiudere occhio e passano la notte insonne: pensieri, tensioni, emozioni? Boh, forse tutto questo o forse altro.
Comincia la gara. Un migliaio di iscritti. Forse in partenza da Gradisca qualcuno di meno. Giornata a tratti coperta, temperatura fresca, percorso a tratti in ombra: sembrano le condizioni ideali per una prestazione importante. Alessandro marca stretto il pace delle 3 ore. Si sente in condizione e i passaggi al decimo kilometro e alla mezza sono davvero importanti, ben al di sotto di quelli previsti e quando il pace tende a rallentare un pò il ritmo addirittura è lui a rilanciare l'andatura. Fà il pace del pace...


Purtroppo in maratona prima o poi arriva il conto, quello che si spende in più poi lo si paga con gli interessi e... ad un certo punto la benzina finisce. La gara di Alessandro verso il personale finisce dopo il trentesimo e la consapevolezza di non poter raggiungre l'obiettivo voluto lo induce a rallentare, a non spingere più e conclude con andatura e spirito da turista chiudendo comunque con un tempo onorevole sotto le 3 ore e 30.



Antonella decide all'ultimo momento di ignorare il pace delle 3 ore e 30, più consono al suo obiettivo cronometrico, e di accompagnarmi nel gruppo del pace delle 3 ore e 15, con l'idea di rallentare a metà gara cercando di contenere il calo nel finale. Il pace delle 3 ore e 15 parte però ad un ritmo forsennato e snocciola kilometri a 4'30'' o meno, un paio di volte addirittura sotto 4'20''! Passaggio al decimo kilometro: 45'35" cioè, per quanto mi riguarda, a ritmo di personale della mezza. A quel punto decido che, se non voglio provare per la prima volta l'efficienza del servizio scopa che "raccoglie" i ritirati, forse è meglio rallentare e cominciare ad assecondare i ritmi suggeriti dal mio battito cardiaco, decisamente inferiori a quelli tenuti fino a quel momento. Lascio il gruppo del pace delle 3 ore e 15 a cui invece rimane agganciata Antonella che prosegue la sua corsa ambiziosa verso il suo nuovo personale. Non la rivedrò più prima del traguardo. Nonostante le difficoltà del percorso, dovute all'altimetria e al caldo nel finale, Antonella arriva in Piazza Unità d'Italia in 3 ore e 20, abbattendo il suo precedente primato di quasi un quarto d'ora e concludendo diciannovesima assoluta tra le donne e prima tra le over 35! E' nata una stella!



Per quanto mi riguarda, confortato dall'ottimismo di Mauro, ma ancora una volta poco fiducioso nel fatto di poter correre bene una maratona senza il riferimento di un pace, sentendo il ritmo di giornata e assecondandolo piano piano, raggiungendo i progressione l'andatura ideale, decido appunto di aggregarmi al gruppone delle 3 e 15. Come sia andata fino al decimo l'ho detto. Da quel momento la mia maratona diventa una corsa in solitaria, in cui le salite intorno al ventesimo, il caldo, la notte insonne, l'antistaminico per prevenire la crisi allergica da polline, i dolori al collo che cominciano a rifarsi vivi dopo metà gara e soprattutto il troppo glicogeno sprecato nei primi kilometri e i crampi da stanchezza negli ultimi sette, producono una "progressione al contrario", ovvero un progressivo rallentamento, uno spegnersi inesorabile delle forse che rende gli ultimi kilometri (corsi ad un ritmo intorno a 5'45'' / km) un vero calvario
che comunque mi permette di arrancare sotto il traguardo fermando il cronometro a 3h 27' 56'' (real time) ovvero personal best nonostante tutto, ovvero per la prima volta sotto le 3 ore e 28!


Partenza alla Wangiru e arrivo da ottantenne. Questo è esattamente ciò che non bisogna fare in maratona. Non fosse per il personale sarebbe da dire che è stata una gara sbagliata, comunque corsa peggio delle due precedenti. Se penso a come stavo sei mesi fa e a quello che ho penato nel 2008 però non posso che essere contento. Contento per aver corso una maratona, dall'inizio alla fine, senza infortuni, confermando di valere meno di 3 ore e mezza e soprattutto di poter dire di essere ancora un maratoneta... molto amatoriale, piuttosto sprovveduto, con i miei limiti fisici e mentali e tante cose ancora da imparare ma comunque maratoneta!



venerdì 1 maggio 2009

Maratona d'Europa di Trieste 2009: il percorso

Iscrizione avvenuta con successo. Pettorale 388!
Ultima sgambara di 4 chilometri di scarico eseguita. La prossima volta che indosserò le Saucony Progride Ride sarà per correre la Maratona di Trieste.


Il percorso della Maratona di Trieste, nell'edizione 2009, è prevalentemente pianeggiante e (per chi ha gambe, se non c'è troppo vento o troppo caldo) veloce. La partenza avviene da Piazza Unità a GRADISCA (32 m slm), antico stanziamento longobardo sul fiume Isonzo in provincia di Gorizia.
Si passa poi per SAGRADO, FOGLIANO, RONCHI dei LEGIONARI, transitando dinanzi al SACRARIO di REDIPUGLIA, il più grande sacrario militare italiano con più di centomila caduti.
Dopo MONFALCONE si giunge in corrispondenza di DUINO (km 21.097) da dove partirà la 14° edizione della Maratonina Europea dei Due Castelli che affiancherà, dopo il passaggio della testa della corsa, i concorrenti della Maratona.
Si corre quindi lungo la spettacolare Strada Costiera con la Galleria Naturale e la splendida Riviera Triestina.



Il suggestivo arrivo è collocato nella stupenda Piazza Unità d’Italia a TRIESTE.


Dal punto di vista altimetrico i punti più impegnativi del percorso sono nella fase centrale della gara: al kilometro 18 e al kilometro 20,5 vi sono due salite di 500 metri e al kilometro 24 il tratto più difficile che consiste in una salita di circa un kilometro che porta al punto più alto del percorso, circa 80 metri sul livello del mare.
Bisognerà risparmiare energie fino al diciottesimo, gestire lo sforzo senza spendere troppo fino al venticinquesimo e poi ... chi avrà ancora glicogeno da spendere potrà sfruttare la lunghissima discesa che porta fino a zero metri s.l.m. in corrispondenza del trentaseiseimo kilometro. Da lì in poi comincerà a farsi sempre più intenso il profumo di Trieste e della sua piazza, la più grande in europa tra quelle che si affacciano sul mare e a cui si giungerà senza dover affrontare alcun'altra pendenza di rilievo.

giovedì 30 aprile 2009

Mezza Maratona del Santo: buona la prima!

Domenica 26 aprile 2009 stranamente nuvolosa, grigia e fresca, poco gradita meteorogicamente dai turisti ma molto dai runner che hanno affrontato la Maratona del Santo, solitamente stroncagambe a causa dei primi caldi primaverili e dell'umidità. In occasione del decimo anniversario della Maratona della mia città, per la prima volta è stata organizzata la gara sulla mezza distanza, 21.1km da Camposanpiero a Padova e anche questa gara, forse anche per le favorevoli condizioni climatiche si è rivelata velocissima! Chissà che non venga riproposta nei prossimi anni!
Mentre mi cimentavo nella stracittadina di 12km abbondanti, corsa in un poco più di un'oretta, allenamento di scarico a sette giorni dal mio ritorno in Maratona (per la prima volta a Trieste), Livio, Alessandro e Antonella "testavano" la nuova Mezzamaratona del Santo con risultati a dir poco lusinghieri.
Livio ha chiuso in scioltezza sotto le due ore, come da previsione, nonostante il ritardo di preparazione, in attesa di tentare di migliorare il personale nella mezza di Trieste.


Alessandro nel tentativo di attaccare il muro dell'ora e venticinque, per capire se correre una maratona sotto le tre ore è sogno o realtà, ha sfoderato un invidiabile 1h 22' 28"! Personal Best!


Antonella, che cercava conferme dei recenti miglioramenti per ritrovare sensazioni di imprese passate e, nel tentativo di scendere sotto l'ora e trentanove, ha seguito l'istinto e con naturalezza disarmante ha fermato il cronometro dopo 1h 32' 04" dalla partenza, dodicesima assoluta tra donne! Personal Best!


Complimenti a tutti. L'anno prossimo la Mezza del Santo la voglio correre anch'io! E domenica prossima... tutti a Trieste!


sabato 25 aprile 2009

Super ammortizzazione

Come gli addetti ai lavori podistici sanno, una buona scarpa da running del tipo A3, cioè protettiva, generalmente ammortizzante e stabile, adatta quindi alle gare di running di lunga distanza come la maratona, perde di efficacia dopo circa 7-800 km. Dal 2007, pur considerando i lunghi periodi di pausa nel corso del 2008, ho sempre solo corso (gare, allenamenti brevi e lunghi, lenti, veloci e medi) con le "Nike Omega Pegasus + 2007". Questo modello è di fatto il primo vero modello da running del tipo A3 che io abbia mai usato e, in virtù dei problemi di tendinite che mi hanno afflitto l'anno scorso avevo deciso di limitare gli esperimenti al minimo (cioè a zero) e non ho mai osato prendere in considerazione una scarpa diversa da questa. Dopo quella grigia e rossa (con cui ho ottenuto il personale alla maratona di Milano), ho comprato la grigia e azzurra e quindi la bianca e arancione ma sempre e solo "Nike Omega Pegasus + 2007".
Ebbene ora che sono arrivato al limite dei 700km, considerato che il mio primo grande amore tra le scarpe da running è ormai fuori produzione (sostituito dalla "Nike Omega Pegasus + 25" che probabilmente ha le stesse caratteristiche ma "sembra" un pò diversa) e che è imminente la Maratona di Trieste, ho deciso di cambiare. Ho deciso che è arrivato il momento di una super ammortizzata (in teoria ancora più protettiva e quindi utile per le mie ginocchia di cristallo). Sono andato per comprare la "Nike Vomero +3" di cui ho sentito parlare un gran bene da diverse persone e... ho comprato la "Saucony Progride Ride"!




Infatti il modello che cercavo della Nike non era disponibile nel mio piedino da 8,5 e ho chiesto al venditore "me ne dia una simile". Ed è spuntata lei. L'ho calzata, l'ho provata per qualche secondo ed è stato subito amore. C'ho già fatto un centinaio di kilometri e devo dire che, a parte 3 o 4 vesciche, normale prezzo da pagare quando si corre con un modello di scarpa completamente nuovo, ormai siamo in simbiosi quasi perfetta. Correre con delle super-ammortizzate fa uno strano effetto, è come se poggiando il piede a terra affondassi nell'ovatta. Addirittura queste scarpe pesano appena 300 grammi, cioè 50 grammi in meno delle "Pegasus", quasi come delle A2, intermedie meno protettive, ma è tale l'effetto ammortizzante che non ho l'impressione di leggerezza che avrei indossando delle A2 di pari peso.
Saranno loro, le mie nuove "Saucony Progride Ride", le mie fedeli compagne di viaggio nella gita di 42,2 km che mi porterà domenica 3 maggio da Gradisca alla piazza Unità d'Italia di Trieste... ovviamente sempre di corsa.

lunedì 20 aprile 2009

Si può fare!

Lunghissimo di 36km sotto il sole pasquale d'aprile fatto in 3h 11' e rotti (5'20''/km di media), con un pò di fatica generale, un pò troppo entusiasmo iniziale (sotto i 5'10''/km) e discreta sofferenza finale (media di 5'40''/km negli ultimi 5 km)!

Test di Yasso eseguito in settimana: tirando (troppo anche rispetto all'ultimo test del 2007 che funzionò alla perfezione) nelle frazioni da 800 mt, corse in 3'06'' all'inizio e in 3' 30'' alla fine (troppo variabili), con ancora nelle gambe la fatica da smaltire del lunghissimo pasquale (troppa, ha condizionato il calo nel finale) e correndo troppo veloce anche i 400 mt di recupero (2'14'' di media...) è risultato un 3'19'' ... che tradotto in "previsione tempo maratona" diventa 3h19': magari!!! Le troppe condizioni non adeguate rende la previsione poco attendibile ma almeno è un punto di riferimento da cui partire e un buon motivo per essere ottimisti.

Lungo di 20km domenicale sul lungargine del Po sotto la pioggia archiviato, senza grande fatica e con buone sensazioni, sotto l'ora e quaranta in progressione: media di 5'15''/km nei primi 5 km, 5'05''/km i successivi 5 km, 5'00/km dal sesto al quindicesimo e 4'36''/km nell'ultimo quarto del percorso. Bene!

E ora? Ora il mio pensiero si riassume nella celebre frase che il Dr. Frankstein Junior proferì, dopo aver capito che le sue speranze di veder realizzato il suo progetto, a cui tanto tempo e fatica aveva dedicato, erano fondate: SI PUO' FARE!!!


E allora il 3 maggio correrò la mia settima maratona. Dopo Milano del (lontano) dicembre 2007 e la tendinite al ginocchio tornerò a correre 42,2 km in una sola volta a Trieste, nella Maratona d'Europa. Non importa se non migliorerò il personale di 3h28'24'' di Milano 2007, l'importante sarà correrla tutta, finirla in buone condizioni. Partirò per correrla sotto le 3 ore e 20 minuti ma se non ci riuscirò sarà comunque un successo se riuscirò a portarla a termine! Un cosa è certa: si può fare!

Ora urge scaricare... gambe e testa.

sabato 11 aprile 2009

Potenza aerobica

"La POTENZA AEROBICA o SOGLIA ANAEROBICA è l'intensità (n.d.r. es. velocità di corsa) alla quale nei muscoli si inizia ad accumulare acido lattico. Come si sa questa sostanza limita fortemente il rendimento fisico nelle gare di resistenza, e migliorare la velocità della soglia anaerobica significa ritardare la crisi dovuta all'accumulo di acido lattico" (da "Correre...secondo Orlando Pizzolato", 2005, Edizioni Correre)
Periodicamente verifico il mio "stato di forma" aerobico con dei test che valutano qual'è la mia soglia anaerobica, ovvero la cilindrata del mio motore aerobico, parametro fondamentale che descrive il potenziale di un podista nelle corse di resistenza. In genere svolgo il Test di Conconi, che valuta la relazione tra la velocità della corsa e la frequenza cardiaca, e il Test dei Sette Minuti, che valuta il massimo consumo di ossigeno e da cui è possibile ricavare indirettamente la velocità corrispondente alla soglia anaerobica.
L'ultimo test che ho svolto, il 14 marzo scorso, ha fornito un ottimo esito. La condizione è leggermente migliorata rispetto al test precedente svolto un paio di mesi prima (punti gialli), ovvero a parità di velocità la frequenza cardiaca è inferiore (punti blu). La risposta cardiaca all'aumentare della velocità non è ancora ai livelli dell'ottobre 2007 (punti rossi), cioè la condizione non è ancora quella che mi ha permesso di ottenere il personale in maratona a Milano (3h 28'), ma la soglia anaerobica (linea verticale rossa, punto in cui la curva flette) è decisamente migliorata: 4'15'' / km circa anzichè 4'20'' / km . Vuol dire in questo momento dovrei essere in grado di migliorare il mio personale in una gara di 10 km, risalente al 2007 (43' 24''). Scendere sotto i 43' dovrebbe essere un risultato ampiamente alla mia portata.


Nel Test dei Sette Minuti ho corso nell'arco di tempo di sette primi una distanza pari a 1750 mt. Questo conferma il risultato del Test di Conconi perchè la soglia anaerobica risulta pari a 4'13'' / km.
In definitiva, facendo un paio di conti, utili ad impostare le velocità di riferimento per i prossimi allenamenti e le potenzialità in maratona:

Ritmo di soglia anaerobica = 4' 13'' / km
Corsa Media = 4' 40'' / km
Corsa Lunga Svelta = 4' 55'' / km
Corsa Lenta = 5' 15'' / km

Potenzialmente, sviluppando opportunamente resistenza e capacità aerobica, dovrei essere in grado di correre una maratona almeno a 4' 55'' / km (3h 27') ma anche a 4' 40'' / km (3h 17'). Secondo la formula di RIEGEL il personale ottenuto nella recente mezzamaratona Corriferrara è compatibile con un tempo in maratona di 3h 15''. Mauro, il mister, dice che si può fare!
La maratonina Riviera dei Dogi che ho corso domenica scorsa è stata utile: dopo una settimana di carichi di lavoro sopra la media, in un una giornata piuttosto calda (20° circa) e con una partenza a velocità (per me) supersonica (primi 10 km corsi a 43' 16'', cioè più velocemente del personale sulla distanza) ho confermato che valgo intorno a 1h 34' sui 21,1 kilometri: il tempo finale è stato solo di 20 secondi superiore a quello di Ferrara.
Ora non resta che "testare" la resistenza nel lunghissimo pasquale di 36 km, da correre al ritmo della corsa lenta nei primi 31 e della corsa media negli ultimi cinque. Se anche questo test darà esito positivo potrò cominciare a pensare alla mia settima maratona... da correre ovviamente entro la primavera in corso.
BUONA PASQUA A TUTTI!


mercoledì 1 aprile 2009

Addio 2008!

Son passati più di tre mesi dal mio ultimo post e raccontare sinteticamente tutto quello che è successo nel frattempo è un impresa ardua. Ci provo.
Mi piace l'idea di cominciare dalla fine, cioè da come si è concluso il 2008 (anno bisestile!). Credo che nessuna foto possa sintetizzare il bilancio di uno degli anni più sfigati che ricordi come quella che segue...


Foto: Brava incidentata alla vigilia di Natale 2008

Ebbene, sì. Il 2008 si è concluso con un bel tamponamento (causa tratto di strada ghiacciato) che ha accorciato di almeno 30cm la mia brava, con ovvie conseguenze in termini di assicurazione, costi e scocciature varie e appuntamenti da sfasciacarrozze, rifornitori di ricambi per auto, carrozzieri, ecc.
La sfortuna è una di quelle cose a cui non credi finchè non la tocchi con mano e devo dire che nel 2008 ho avuto modo di verificare bene cosa sia. Non entro nei dettagli, anche perchè dicono che la sfortuna si alimenta anche con il pessimismo e l'autocommiserazione, ma mi limito ad accennare al fatto che, fantacalcio, sport e lavoro (rigorosamente in ordine crescente di importanza), nonostante impegno e rendimento siano stati quelli preventivati il ritorno non è stato all'altezza delle aspettative. Grazie all'accanimento della dea bendata, il Bonny (uno dei migliori organici di "Fantalega 2001") ormai ha un piede e mezzo in serie B. Dal punto di vista podistico è ormai noto come sia andata la stagione, confermando che per quanto mi riguarda gli anni podistici sono solo quelli dispari (2005: due maratone; 2006: appese scarpe al chiodo; 2007: tre maratone; 2008: sospensione per infortunio;...). Del lavoro qui non parlo ma, pur considerando le difficoltà e le incertezze legate all'attuale situazione economico-politica, è lecito e decisamente auspicabile aspettarsi di più...!
E ora passiamo alle cose positive, al bicchiere mezzo pieno. Podisticamente, viste le difficoltà a raggiungere carichi di allenamento decenti a causa della tendinite al ginocchio, ho dovuto rinunciare all'autoallenamento e mi sono affidato ad uno dei migliori trainer in circolazione nel ferrarese. Grazie a Mauro ho ripreso a correre con regolarità: meno quantità e più qualità. Meno kilometri e lavori specifici sullo stile di corsa e sulla velocità. Devo dire che Mauro aveva visto giusto! Pian piano ho potuto riprendere uan condizione accettabile e ho potuto prsino tornare a gareggiare. Prestazioni altalenanti e non eccezionali ma comunque nemmeno troppo lontane da quelle della seconda metà del 2007.
Prima gara ufficiale a Molinella (10km). Un ritorno alle gare da ricordare, non tanto per il crono (45' e qualche secondo), ma proprio per aver riassaporato la bellissima sensazione di tagliare il tragiardo, fermare il cronometro e controllare il tempo: gesti semplici e purtroppo ormai desueti che mi hanno finalmente ridato la consapevolezza che avrei potuto nuovamente dedicare qualche week-end a tapasciare per le strade delle province italiane del nord-est (e non solo).


Foto: Livio, Alessandro e Bonny prima della partenza della 10km di Molinella (novembre 2008)

Piano piano, con quattro allenamenti a settimana, uno di ripetute infrasettimanale, un lungo domenicale (nemmeno troppo lungo) e un paio di allenamenti di scarico tra i due, ho ricostruito la muscolatura che serviva per evitare di far soffrire i miei poveri rotulei e migliorato lo stile di corsa. Qualche gara quà e là è servita per recuperare convinzione psicologica ed efficienza aerobica, anche se le temperature polari dell'inverno 2008/09 non sono state del tutto compatibili con attività da svolgere all'aperto in calzoncini corti...



Foto: Bonny, terzo frazionista alla maratona a squadre di San Silvestro
a Calderara, dopo Livio e Antonella e prima di Alessandro.

Dopo le prime gare di dieci kilometri finalmente la prima mezza (Maratonina d'Inverno a San Bartolomeo in Bosco - FE), prima volta, dopo più di un anno che correvo ventun kilometri tutti in una sola volta. Da quel momento in poi la condizione è migliorata, le ginocchia, a volte un pò dolenti altre volte un pò meno, hanno retto bene e si sono adattate a sostenere il ritorno a una certa attività podistica continuativa, gara dopo gara, settimana dopo settimana, lungo dopo lungo.



Foto: Bonny alla Sant'Agata Run, mezza maratona, a Vedelago (TV): gennaio 2009.

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Ad un certo punto, confortato dai contunui miglioramenti e dalla crescita muscolare dei miei quadricipiti mi sono perfino permesso un ritorno ad un altro sport che avevo abbandonato da anni (un decennio, forse due): lo sci alpino. Convinto da Luigi e Livio a rimettere scarponi e sci e buttarmi dalla centrale del Verena, la Kitzbuel dell'Altopiano di Asiago, ho scoperto con mia grande sorpresa (forse anche grazie agli sci attuali, molto più corti e tecnologicamente migliori degli ultimi che ho usato io vent'anni fa) che sciare è come andare in bicicletta: una volta imparato non si dimentica più! ...e ho bissato l'escursione sciistica con Alessandro, Antonella e Livio. E allora ho comprato due mitici K2 che conto di usare, insieme ai miei scarponi Salomon del '90, con una certa frequenza se non in questo inverno ormai al tramonto, almeno nei prossimi , tornando ad essere un abitudinario della velocità sulla neve. Notare lo stile...



Foto: Bonny in discesa libera al Verena - inverno 2008-09

Lo so: lo sci non è uno sport che si concilia bene con il podismo e le mie ginocchia arrugginite. In effetti qualche indolenzimento tendineo-muscolare le escursioni sulle nevi dell'Altipiano di Asiago, l'hanno prodotto ma con un pò di attenzione e la dovuta prudenza credo che si possa fare. Cercherò di fare attenzione e conciliare, per quanto possibile gli allenamenti di corsa con la attività sciistica.
Per il momento la gambe stanno bene, anzi, con la primavera ormai alle porte cominciano ad arrivare anche le prestazioni: personal best in mezza maratona alla Corriferrara (febbraio 2009) corsa in 1h 33' 56'' , più di un minuto in meno del mio miglior tempo ottenuto a Castelmaggiore nel dicembre 2007 (ultima gara ufficiale prima dell'infortunio); Stravicenza, gara di 10km nel centro cittadino della bella città veneta (due settimane fa)), corsa in 43'44'', cioè di soli 20'' più lento del mio personale sulla distanza e considerato il percorso tutt'altro che veloce (causa curve, pendenze e superifici varie non proprio veloci dallo sterrato al ciotolato ecc.) c'è da esserne soddisfatti. Il personale sui 10km è solo rimandato di qualche mese.
E adesso? Ora non resta che allungare il kilometraggio. Anzi, anche il lunghissimo è un' esperienza che ho potuto riprovare da poco, sempre sotto la saggia ed esperta guida di Mauro, e devo dire che sia la 30km in concomitanza della Ferrara Marathon sia i 32 intorno alle mura di Ferrara hanno dato ottimo e analogo riscontro: corsi a 5' 15'' / km, con allungo negli ultimi 5km, con ottima risposta muscolare e cardiaca.
Programma: Domenica ultimo test nella mezza (Maratonina dei Dogi sulla Riviera del Brenta).; fra due settimane lunghissimo di 36km. Se tutto va come deve andare...



Foto: Bonny all'arrivo della 30km della Ferrara Marathon

martedì 23 dicembre 2008

Buone Feste!

Cinque mesi di inattività bloggistica lo so, sono tanti ma i molti impegni di lavoro e le poche cose da raccontare (e soprattutto il poco tempo libero per vivere e per raccontare nuove esperienze) mi hanno tenuto lontano dal blog...
Cos'è successo in questi 5 mesi? Appunto poco o niente. Riferirò nei prossimi post le cose degne di nota. Dal punto di vista podistico ci stò riprovando, un pò alla volta , con l'aiuto di Mauro, preparatore di tutto rispetto, per riadattare la muscolatura del ginocchio allo sforzo prolungato, per cercare di rendere compatibile il mio tendine rotuleo destro con l'attività da runner. Unica gara del 2008: Molinella (BO), 10km corsi in 45' netti , buon punto di partenza per crederci di nuovo e riprovarci, con la speranza di tornare a correre una maratona magari già nella primavera 2009.
Mi piace l'idea che il punto di partenza, anzi di ripartenza per tornare ad essere un runner (magari tapascione ma runner), sia la frase che mi disse il Dott. Sartori, stimato ortopedico, che studiando il mio tendine e i miei arti inferiori proferì: "Non vedo problemi. Tornerai a correre come prima. Queste gambe sono fatte per correre".



Proprio dritte (vedi foto) le mie rotule non sono ma questo non dovrebbe essere un grande problema. Quale sarà la prossima gara, per scaramanzia non lo anticipo, ma spero di poter rimettermi un pettorale quanto prima per poter ricominciare ad inseguire i miei personal best nelle strade delle provincie del nord-est. D'altro canto... queste gambe sono fatte per correre!
Speriamo e che il 2009 mi dia quello che il 2008 mi ha tolto e... Buon Natale e un Fantastico 2009 a tutti coloro che leggeranno questo post!

lunedì 21 luglio 2008

Sei veneto se...

Restando in tema di radici culturali vi sono alcuni luoghi comuni su noi veneti che sono indubbiamente privi di fondamento e altri... bè... sì insomma qualcosa di vero c'è...

Sei veneto se... almeno uno dei tuoi parenti vota Lega Nord

Sei veneto se... almeno una volta sei stato in gita con la scuola o con la famiglia a Venezia

Sei veneto se... lo spritz (spriss!) lo berresti mattino, pomeriggio e sera

Sei veneto se... hai problemi con le preposizioni (sono 'da' Bassano invece che sono 'di' Bassano, abita 'sul' condominio di mia sorella invece che abita 'nel'
condominio di mia sorella)

Sei veneto se... tuo nonno ti insegnava che l'Italia meridionale inizia da
sotto il Po

Sei veneto se... sai cantare 'sul piave mormorava' almeno fino a 'il Piave
mormorò: non passa lo straniero!'

Sei veneto se... anche in mezzo alla coltre di nebbia più fitta non perdi mai l'orientamento

Sei veneto se... ti piace il crinton e in qualche modo riesci ad averne un litro anche se non è più in commercio

Sei veneto se... alle elementari non riuscivi a cogliere le doppie (e anche ora si fa un po' di fatica)

Sei veneto se... per richiamare l'attenzione di qualsiasi persona dici 'Où?'

Sei veneto se... almeno una volta hai letto sui cavalcavia 'Veneto stato
sovrano' o 'Roma ladrona'

Sei veneto se... la prima vacanza con gli amici l'hai fatta a Jesolo

Sei veneto se... tuo padre, tuo nonno o tuo bisnonno erano alpini

Sei veneto se... sai cos'è 'l'ombra longa tour'

Sei veneto se... il tuo superlativo assoluto preferito è 'stra'(strabon,
strafigo, etc.)

Sei veneto se... almeno una volta in vita sei stato invitato a mangiare 'poenta e osei'

Sei veneto se... la prima volta che ti sei ubriacato avevi 13 anni

Sei veneto se... la tua lingua madre è il dialetto veneto e l'italiano se lo sai lo sai altrimenti non importa

Sei veneto se... almeno metà delle persone che conosci ha il cognome che finisce
con la lettera 'N'

Sei veneto se... la Nardini è l'unica grappa degna di nota

Sei veneto se... almeno uno dei tuoi parenti o dei tuoi amici è a capo di qualche azienda

Sei veneto se... sei convinto che 'crostoli' sia italiano (in realtà si chiamano
chiacchiere)

(fonte: Elly)

venerdì 20 giugno 2008

Frasi educative di genitori veneti

Ognuno di noi è il risultato dell'educazione che ha ricevuto. Nell'educazione è fondamentale il ruolo della comunicazione e noi adolescenti veneti siamo cresciuti al suono di frasi come queste (ricordatemi da Elisa che ringrazio):

Te stagno mi el sangue da naso...
Bocia, gambe in spàea e caminare!
Vara che te scavesso e gambe sora i zenoci...
Vara che te cambio i conotati!
Vara che quea xè ea porta...
Mi a to età saltavo i fossi par longo!
Mi a to età jero xà stufo de lavorare
Desso ti te ve farte el libreto de laoro!
Tajate i caveji che te fe afàno!
Tajate i caveji che te ghe i peoci co a patente ormai...
Te vorìa on poca de russia a ti...
Xè mejo che te scampi co tute e gambe che te ghe...
Te poi piansare in greco, tanto no teo compro.
No sta strassinare i piè.
No sta savatàre.
No sta fare che vegna là to pare!
Omo avisà ......TUTO salvà!
Vara che e xè in oro...
Vara che te riva na man roersa!
Vara che te meto in coèjio!!!
Questa xè a casa de asagna.... Chi che no laora no magna!
Gheto proprio ciapare esempio dai pì insemenii.......
Bon da gnente come el paltan!
Varda el trio paloma: 2 inseminii e uno in coma!
Magna e tasi!
Vergognate che xè ora!
No te te vergogni mia!!!
Dai, disi qualcosa!!!!!.. Prova parlare se te ghe corajo!!!
Ma sito inseminio?!
Stame distante...
Vàrdame co te parlo!
Va via prima che te copa!
Gheto sentio queo che te go dito!!!!
Xè soeo che e porcarie che sta in giro a note....
I to amissi no ga mia na fameja?
Ma mi credito che fabbrica i schei de note?
Gheto fumà ea droga?
Jèrea aranciata quea che te ghe vomità sta note?
A te me pari spirità!
No xè che no me fida, xè che te ne fè una peso de casteàn (chi casso xèo?????)
Varda che luni xè un giorno lavorativo.
Va in stramona!
Varda che giro el manego dea scoa
Come che te gò fato te desfo
Varda che me cavo nà savata
Gheto bisogno de un moreto che te staga drio e chel rancura e strasse ?
Te sito petenà ?
Varda che te tendo
Te pare e ore de rivare ?
Te vedarè quando che no ghè sarà più ea serva
Vèstate che te ciapi el snaro
Cavate e scarpe prima de n'dare sù pae scae
Uncora te te cambi ?
Almanco ea roba onta butea lavare te ghè strasse dapartuto in camara
Come che te vè fora dala porta a buto un fuminante in te chea camara
N'antro paro de scarpe te te sì comprà ?
Faremo nà camara solo pae scarpe
A gò un fiolo solo e anca ebete!!!

(Fonte: Elly)

lunedì 19 maggio 2008

Ricaduta!

55 kilometri settimanali in cinque allenamenti, tanta corsa lenta e un medio di 10 km con lungo domenicale di 18km. Questo il bilancio podistico della settimana scorsa che mi aveva reso ottimista sul fatto di raggiungere presto l'obiettivo dei 70km settimanali, punto di partenza per poter cominciare a programmare la seconda parte di stagione, magari inserendo una maratona autunnale che renda meno deprimente la bacheca 2008, finora completamente priva di trofei. Bilancio settimanale raggiunto passo dopo passo, aggiungendo pochi kilometri ogni settimana, monitorando sempre i segnali inviati dal ginocchio destro e dal suo tendine rotuleo, accompagnando sempre ogni allenamento con streching e ghiaccio. Niente da fare: martedi, dopo sei ore di lezione in aula, sempre in piedi, il tendine ha ricominciato a fare male.
Quindi passo indietro! Ricaduta! Marco, il mio fisioterapista, non drammatizza. Si tratta di affaticamento. Ho sbagliato ad inserire 44 vasche di piscina (solo gambe) il giovedi, giorno di riposo podistico. Si è rotto l'equilibrio faticosamente e pazientemente ritrovato.
Niente paura! Nulla di compromesso. Ora ricominciamo. Quattro uscite di corsa lenta da 5km l'una e vediamo che succede. Ovvero: riazzeriamo il contakilometri e ripartiamo...
Però davvero quanta pazienza ci vuole....

martedì 29 aprile 2008

Weekend euganeo

Weekend di fine aprile all'insegna del ritorno alle vecchie abitudini tra i colli che circondano Padova e i monumenti del centro storico.
Finalmente è tempo di sagra e perchè non approfittarne?! Ecco allora la prima sagra primaverile sabato 26 aprile, per la precisione la sagra di Selvazzano, con ottimi gnocchi al sugo d'anitra, l'immancabile grigliata mista di carne, un buon rabosello e perchè no... un buon dolce fatto in casa (con il classico accompagnamento musicale dei "Poppins" che alternano brani pop a classici del liscio).
In foto la squadra Kalenji Euganea al completo al tavolo riservato ai "numeri 1" nella sagra di Selvazzano: da sinistra a destra Alessandro, Antonella, Livio e il sottoscritto.

In programma per domenica mattina c'è l'idea di "infiltrarsi" tra i partecipanti della Maratona del Santo per correre il lungo di 14 km lungo una parte del percorso della gara ma alla fine si opta per andare a vedere l'arrivo dei top runner in Prato della Valle seguendo la logica di sempre: guardare i campioni, imparare ed ispirarsi ad essi per poi mettere in pratica (con calma nel pomeriggio).
La gara di domenica delude un pò le attese: il caldo impedisce agli atleti di battere il record del percorso. Vince il finlandese Kirwa in 2 ore e 11', distaccando gli avversari e permettendosi il lusso di fermarsi a "raccogliere" un ciclista caduto a terra lungo il percorso a meno di un kilometro dall'arrivo. Il campione "gentiluomo"...

Notare lo stile di corsa sul rettilineo di arrivo in Prato della Valle del finlandese di colore (?!): il movimento ampio delle braccia, la leggerezza e la facilità di corsa, la spinta con una gamba e l'avanzamento del ginocchio dell'altra a fendere l'aria come una freccia...
C'è proprio da imparare a veder correre i professionisti!
Peccato per Alberico Di Cecco, giunto secondo al traguardo come l'anno scorso ma con un tempo molto superiore a quello minimo richiesto dalla federazione per partecipare alle Olimpiadi ma anche a quello che il miglior maratoneta italiano in attività dopo Baldini è solito ottenere.


Complimenti invece a Marcella Mancini, per la terza volta vincitrice della Maratona del Santo, anche se il caldo tipico della maratona patavina le ha impedito di abbattere il muro della 2 ore e 30'.

E dopo la teoria: la pratica! Primo lungo del 2008 lungo gli argini tra Saccolongo e Tencarola della squadra Kalenji Euganea al completo: 14 km piano piano a 5'40''/km di media, partendo a 6'/km e arrivando a 5'20'', su sterrato, sotto il sole cocente del primo pomeriggio con il pranzo ancora a metà strada nell'apparato digerente. Prova superata. Il ginocchio dà un pò fastidio ma (almeno per ora) regge!


giovedì 24 aprile 2008

Cassia Eller



Cássia Rejane Eller, grande musicista brasiliana nata a Rio de Janeiro nel 1962, visse però gran parte della sua adolescenza a Brasilia. Nel 1990 tornò a Rio e da quel momento la sua carriera musicale cominciò un ascesa velocissima. Il suo album più famoso rimane ACUSTICO MTV, una raccolta di successi cantati dal vivo, e i brani più famosi che ha portato al successo sono una cover di MALANDRAGEN, scritta originariamente da Cazuza, e SEGUNDO SOL. "Chissà se sono ancora una bambina" è la domanda che si fa Cassia Eller alla fine della sua canzone più famosa MALANDRAGEN ovvero Incoscienza. Una cantautrice- interprete considerata un mito in patria dove giovani e vecchi sanno a memoria le sue canzoni, mentre nella nostra piccola Italia è quasi sconosciuta. Normalissimo visto che anche in tutta Europa e negli Stati Uniti non esistono etichette che abbiano pubblicato Cassia Eller, una cantautrice che scrive dei testi bellissimi e inperpreta anche canzoni altrui con un'energia straordinaria, portando spesso al successo brani che erano passati pressochè inosservati quando interpretati dagli autori originali.

Cassia è famosa per aver cantato (sempre con grandi risultati) brani di tutti i generi musicali e in particolare per aver saputo fondere rock e musica popolare brasiliana, oltre che per la sua voce rauca e profonda, unica al mondo.

Cassia Eller è anche una delle più note artiste lesbiche brasiliane avendo sempre dichiarato apertamente la propria omosessualità.

Morì il 29 dicembre 2001 dopo un ricovero d'urgenza in ospedale in seguito ad uno stato di delirio e vaneggiamento durante il quale subì diversi attacchi di cuore. L'indagine della polizia sulle cause della morte concluse che non fù l'uso di droghe a causare il decesso, imputabile a problemi di natura cardiaca.
Quando morì Cassia Eller aveva 39 anni e lasciò un figlio giovanissimo che fu affidato alla sua partner.
Cassia Eller ha ancora un grande seguito in Brasile e la sua popolarità, dopo la sua prematura e sfortunata morte, ha continuato a crescere. Le sue canzoni continuano a essere trasmesse dalle più importanti radio brasiliane e i suoi dischi tra i più venduti nello stato sudamericano.
La mia canzone preferita di Cassia Eller è QUEREMOS SABER, scritta da Gilberto Gil, ministro della cultura del Brasile nel governo Lula, uno dei più grandi cantautori brasiliani che vide una delle sue canzoni meno di successo diventare un capolavoro, grazie all' interpretazione unica della mitica Cassia Eller.


mercoledì 9 aprile 2008

Ripasso

Dunque: nel 2005, e così è stato fino a poco più di un anno fa, ero così...
Il mio traguardo più ambizioso era "abbattere il muro delle cinque ore...


Dodici kili dopo sono diventato così...



...e ho abbattuto il muro delle 3 ore e 30!

Come sarò domani? Abbatterò il muro di casa a forza di testate per la rabbia di non riuscire a tornare a correre come e meglio di prima o potrò continuare a cullare sogni di gloria e a trascorrere qualche domenica a correre in compagnia di tanta gente con un chip allacciato alla scarpa verso il traguardo del banchetto coi biscotti della nonna che si trova dietro lo striscione dell'arrivo di ogni competizione amatoriale per tapascioni di un certo livello?

Vedremo! Il mio fisioterapista giura sulla seconda ipotesi. Per ora siamo a poco più di trenta km settimanali di corsa lenta con uscite di 8km max inframmezate da sedute fisioterapiche e il tendine regge bene...

Speriamo il mio fisioterapista abbia visto giusto!

giovedì 20 marzo 2008

Il ginocchio della lavandaia

Non vedendo progressi per quanto riguarda il dolore al ginocchio nonostante i 3 mesi di inattività ho fatto una visita dal fisioterapista. Diagnosi: infiammazione del tendine con borsite infrarotulea (che spiegherebbe il versamento riscontrato con la risonanza magnetica). Terapia consigliata: tecarterapia con massaggi e successivo potenziamento del quadricipite. Dopo 4 sedute ritorno (graduale) alla attività.
Proviamo anche questa! Per il momento sarei contento di riuscire a tornare a correre, pochino, piano ... ma correre. Poi vedrò di raggiungere una condizione sufficiente a sostenere la prova dell'elettrocardiogramma sotto sforzo per passare la visita medica per attività agonistica. Non vado oltre con le aspettative. Per ora sarebbe già questo un bel risultato!

... e basta con le genuflessioni a messa!


Borsite al ginocchio

La borsite al ginocchio, detta prerotulea, è la conseguenza di una infiammazione della borsa sierosa prepatellare collocata anteriormente e distalmente dalla rotula.

borsite al ginocchipConosciuta anche come ginocchio della lavandaia, tale patologia è il risultato di traumi ripetuti come il frequente inginocchiamento su superfici dure (da cui deriva l'attributo "della lavandaia").

Anche situazioni traumatiche acute, come una forte botta al ginocchio, possono causare una emorragia locale che penetrando nella borsa la irrita e la infiamma (si parla in questo caso di borsite acuta traumatica).

Proprio per questi motivi la borsite al ginocchio si registra più frequentemente negli sport di contatto come il calcio, la lotta, il rugby, la pallavolo e la ginnastica artistica. In tutti questi casi può essere prevenuta semplicemente adottando dispositivi di sicurezza come le ginocchiere imbottite.

Se al trauma si associa anche una lesione cutanea i germi (stafilococchi) presenti sulla cute possono infettare la borsa. Si parla in questo caso di borsite settica.


BORSITE

Le borse sono sacche sierose ripiene di un liquido lubrificante. Questi sacchetti permettono lo scorrimento senza attriti del tendine sopra l'articolazione. Normalmente le borse sono riempite da un sottile film di liquido ma in particolari condizioni possono infiammarsi richiamando fluidi al loro interno. Questo rigonfiamento prende il nome di borsite.

Diagnosi

Solitamente la diagnosi di borsite viene effettuata tramite un esame obiettivo (o clinico) valutando la sintomatologia del paziente. Indagini diagnostiche come radiografie e risonanza magnetica non sono normalmente necessarie ma possono essere effettuate per escludere eventuali complicanze (fratture osee)

Sintomi

La borsite del ginocchio è una delle più comuni cause di rigonfiamento e dolore di questa articolazione.

Il sintomo più frequente della malattia è infatti il rigonfiamento palpabile al di sopra della patella, spesso associato a limitata mobilità dell'articolazione, arrossamento e calore locale. L'inginocchiamento, il movimento e la palpazione tendono ad aggravare la sintomatologia dolorosa.

Cura

Il trattamento della borsite al ginocchio si differenzia in base alle cause di origine. Per le borsiti acute traumatiche è molto importante raffreddare immediatamente la zona per controllare l'emorragia (4 impacchi giornalieri da 5-20 minuti per i primi 2-3 giorni). In un secondo momento è importante applicare un bendaggio compressivo che, associato al riposo dell'articolazione, permette la guarigione in circa sette giorni.

La borsite recidivante al ginocchio, come abbiamo visto, è causata da piccoli traumi ripetuti nel tempo. Per questo motivo tende a cronicizzare rendendo più difficile la guarigione. Anche in questo caso si consiglia di ripetere lo stesso trattamento visto per la borsite traumatica (R.I.C.E: ghiaccio, bendaggio/compressione, riposo, elevazione). Spesso però tali misure non sono sufficienti ed il medico può eseguire iniezioni locali di cortisone associate ad aspirazione del liquido in eccesso o ricorrere ad un piccolo intervento di asportazione chirurgica.

La borsite settica, talvolta associata a febbre, impone oltre alle misure generali (R.I.C.E) l'utilizzo di antibiotici (solitamente per via endovenosa) e di accurate norme igieniche per combattere l'infezione. In questi casi il medico può decidere di aspirare un po' di liquido per eseguire delle indagini di laboratorio ed, eventualmente, suggerire l'intervento di asportazione chirurgica.


Borsite infrarotulea: colpisce la piccola borsa localizzata al di sotto del tratto distale del tendine rotuleo, in corrispondenza del tratto anteroprossimale della tibia. Patologia molto più rara della precedente può essere causata dalla presenza di un frammento osseo, o da una complicanza residua della malattia di Osgood-Shattler. Il dolore è quindi localizzato nel tratto inferiore del ginocchio ed il trattamento, spesso conservativo, è del tutto simile a quello della borsite prerotulea.


martedì 18 marzo 2008

In bici sulle rive del Po.

Sabato scorso ho preso la mia Bianchi e mi sono fatto una cinquantina scarsa di km, alla scoperta dei paesaggi del ferrarese, un pò come ai tempi delle escursioni su due ruote lungo le rive del Brenta, tra i boschi dei colli euganei o sulle pendenze dell'altopiano di Asiago. Ovviamente, nonostante il fisico e la indole da scalatore, qui nella Padania Di Sotto non c'è pericolo di essere indotto in tentazione: nessuna vetta all'orizzonte ! Meglio così. Il mio ginocchio non può...
Percorso: da Ferrara a Pontelagoscuro, riva destra del Po fino a Ro Ferrarese, andata e ritorno.
La giornata era un pò grigia, con qualche sprazzo di luce. Cerco di documentare la piacevolezza delle sensazioni che ho provato con qualche foto scattata qua e là col mio inseparabile Nokia... un telefono che fa le foto... pazzesco, per uno come me che ha cominciato in cabina coi gettoni simil bronzo...!

Tornando al paesaggio:

da una parte la campagna...



...dall'altra sua maestà, il fiume più grande d'Italia...



... e ancora la sponda ferrarese del Po ...



...e per finire il fiume (tra le nere trame di un boschetto di fine autunno)...


...e anche in questo fine-settimana abbiamo accontentato il fisico e la mente!

martedì 11 marzo 2008

Torta di mele (la mia preferita)

Il ginocchio duole un pò, forse a causa dei 46 km di bici di sabato scorso, dunque siamo ben lontani dalla guarigione. L'ottimismo però non deve mancare e quindi mi sono concesso una torta un pò meno dietetica di quella di yogurt, anche se sicuramente più sana dei biscotti ricchi di grassi idrogenati e chi sa quali sostanze industriali con cui sono solito aprire le mie giornate insieme all'immancabile tazzona di caffelatte. La torta di mele è in assoluto la mia preferita!



Ingredienti :
250 g di farina
70 g di burro
2 uova
150 g di zucchero
1/2 bicchiere di latte
1 bustina di lievito
400-500 g di mele miste
buccia grattugiata di 1 limone
marmellata di pesche o prugne o albicocche (la mia preferita)
1 pizzico sale


Ricetta :
1- Sbattere le uova con un pizzico di sale e aggiungere lentamente lo zucchero fino ad ottenere una crema gonfia e spumosa.
2- Unire la farina setacciata diluendo mano a mano il composto con il latte. Quindi aggiungere il burro precedentemente fuso a bagnomaria, la buccia del limobe grattugiata ed infine la bustina di lievito sciolta in un po' di latte.
3-Versare il composto nella teglia, che invece di essere imburrata potrà essere rivestita di carta forno, e disporre a raggiera le mele tagliate a fettine sottili. Sulla superficie mettere qualche fiocchetto (e anche qualcosa in più) di marmellata ed infornare a 180°- 200° per 50-60 minuti circa (nel mio "forno" elettrico 1 ore e 15 circa). Ancora calda spolverizzare con zucchero a velo.



Commento:
Mmmmm... che bontà!



venerdì 29 febbraio 2008

Play-list: Fartlek 1.

Fartlek è un termine svedese che significa "gioco di velocità" ed è una tipologia di allenamento che mette sotto sforzo principalmente il sistema aerobico. La differenza tra questo tipo di allenamento e l'allenamento continuo sta nel fatto che l'intensità o la velocità dell'esercizio varia, ciò significa che il sistema aerobico e anaerobico sono messi sotto sforzo alternativamente.
Esistono vari modi di applicare il fartlek per un podista, come quello di correre alternativamente un minuto veloce ed un minuto lento per tutta la durata dell'allenamento, oppure la cosiddetta piramide, cioè 1 minuto veloce e 1 lento, 2 minuti veloci e 2 lenti, 3 veloci e 3 lenti, 5 veloci, e poi di nuovo 3 lenti, 3 veloci, ecc. a scendere.
Un'altro modo è quello che adotto io, soprattutto all'inizio della preparazione, quando la condizione fisica non è granchè e serve qualche stimolo in più per superare la fatica dell'allenamento e la pigrizia che ti spinge a trovare scuse per evitare di sottoporsi all'ennesima faticaccia, e consiste nel correre con ipod e cuffiette e spararsi una play-list che alterni brani veloci a brani lenti. Anche per questo tipo di tecnica esistono varie modalità di esecuzione: a parte i gusti personali, la play-list può essere creata in funzione del ritmo delle canzoni, in modo che questo indichi al runner l'andatura da tenere (in termini di passi al minuto), oppure, come nel mio caso , in funzione delle sensazioni ed emozioni che un brano evoca nel corridore, spingendolo a correre più o meno velocemente. I sognatori come me correndo si immaginano di essere dentro un film, tipo "Momenti di gloria", di cui la colonna sonora è la play-list che stanno si fanno "trascinare" dai brani che inducono delle modifiche dell'equilibrio ormonale tali da spingerlo a correre più o meno velocemente.
Tra qualche settimana ricomincerò a correre e potrei presto ricorrere a qualche fartlek musicale.
Tenendo che i brani dispari corrispondono a tratti veloci, quelli pari a tratti lenti, questa è una delle mie play-list preferite:

1. Swan (ELISA)

2. Cardiologia (FRANCESCO DE GREGORI)

3. Gino a l'alfetta (DANIELE SILVESTRI)

4. Shape of my heart (STING)

5. Hands clean (ALANIS MORRISSETTE)

6. Todo amor que huve nessa vida (CASSIA ELLER)

7. Nato per me (LIGABUE)

8. Le mie parole (SAMUELE BERSANI)

9. I will follow (U2)

10. Ma quando dici amore (RON e ELISA)


Purtroppo la qualità di alcuni video non è il massimo e non rende l'idea del brano ma è il meglio che ho trovato sulla rete.

martedì 19 febbraio 2008

Strana la vita!

Davvero singolare il fatto che solo un anno fa persi 12 kg grazie ad una dieta a base di frutta, verdura e yogurt. Ripresi a correre sentendomi più leggero e veloce che mai e i vip facevano a gara per chiedermi di posare in foto con loro in occasione di qualche competizione ufficiale...




Nel bel mezzo della ascesa agonistica è arrivato l'infortunio e quindi la pausa di riflessione: niente corse, niente allenamenti, riposo, terapie (presumo, vedremo venerdi prossimo cosa dirà l'ortopedico). E allora come occupare il tempo? Perchè non cimentarsi nel ruolo di esperto di vini infiltrandosi nelle mostre enogastronomiche come quella di Verona di sabato scorso?




Risultato: 4 dei 12 kg sono già rientrati alla base e il destino, nella ciclicità che lo contraddistingue, mi stà riportando mio malgrado ai livelli di massa corporea che salutai agli inizi di uno strano e irripetibile 2007!
E' più difficile vincere le tentazioni culinarie o abbattere il muro delle tre ore? Mah... Come si dice: ai posteri l'ardua sentenza!